Gli occhi di Sedna

 Karvinstar anno di rotazione 10556

(terra 15 novembre 2370)

 

Salve a tutti.

Grazie per aver voluto la mia presenza qui tra voi. Il mio nome è Sedna, figlia di Rodna e Sifar. Devo confessare che mi sento particolarmente imbarazzata. Non sono un supervisore stellare. Il mio ruolo è solo quello di portare avanti la missione intrapresa da Marinor e da lui affidata ad una mia antesignana, la terrestre Alana. Parlare a voi della mia vita, della mia famiglia non è facile, soprattutto perché non ho che i ricordi che mi sono stati trasmessi.

I lunghi capelli scuri, illuminati da qualche ciocca giallo oro, incorniciavano il volto esile e pallido della giovane Daminar. Le sue mani sudate stringevano la bacchetta digitale, che, agitata nell’aria, creava dei giochi di colore particolarmente affascinanti. Il pubblico era molto attento e composto.  Oltre ai Daminar, erano presenti anche molti Sanders, che, come è noto, sono educati sin da piccoli a creare un alone di pace dovunque si trovino.

Sedna si girò verso lo specchio trasmittente e, con la semplicità che la caratterizzava, cominciò a indicare dei punti sulle mappe interplanetarie.

Tanti gerioni fa, un mio antesignano, viveva in uno dei pianeti più belli del sistema solare. I suoi abitanti, però, avevano perso il senso del rispetto verso quello che alcuni di loro chiamavano creato. Vivevano come se le risorse a loro disposizione non dovessero mai finire e, soprattutto, noncuranti della bellezza della diversità, continuavano combattere tutti contro tutti.

Sedna si esprimeva con una dolcezza tale che tutti pendevano dalle sue labbra. Fisicamente somigliava di più alla madre; gli occhi, invece, erano quelli del padre. Era davvero una visione stellare.

La giovane ripose la bacchetta e, da un tavolino alla sua sinistra, prese una scatola piena di vecchi fogli ingialliti.

La capostipite della mia famiglia, Alana, la custodì sempre con tanta cura. Così fecero suo figlio e gli altri discendenti a cui venne affidata, finché giunse in mano a mia madre. Da bambina pensavo che fosse un oggetto magico con la soluzione a tutti i problemi di Karvinstar e di Zarindo.

Rodna leggeva e rileggeva queste pagine, come se volesse sentirsi parte della storia dalla quale una terribile notte la sua antesignana era stata allontanata. Il sovrintendente Marinor aveva ricevuto questo tesoro da Potider, il generale più anziano dei Sanders, poco prima dell’ultima festa degli impossibili.

A Karvinstar, ogni mille rotazioni del pianeta, si teneva una grande festa, a cui i primi ad essere invitati erano coloro con i quali i Sanders avevano questioni in sospeso. Era molto importante per loro essere in pace con tutti. Se avessero provato rabbia e risentimento, i loro corpi si sarebbero rapidamente consumati e sarebbero sfumati in breve tempo. Marinor, nonostante fosse immune da tutto ciò, aveva voluto adeguarsi alle consuetudini dei suoi amici.

Sedna era troppo giovane per aver assistito di persona al sacro rito delle spade spezzate, che dava inizio ai festeggiamenti. Nascosta nel suo cubicolo, però, più volte ne aveva sentito parlare. Aveva visto anche il vecchio libro che, alcune generazioni prima di lei, era stato consegnato a Marinor.

Il volume era in pessime condizioni, ma la copertina era abbastanza leggibile:

Salverò il mio pianeta? […]

 

Tratto da: Gli Occhi di Sedna, L’ArgoLibro Editore 2019

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