Un diario del 1915

Pomeriggio ricco di storia, cultura e musica al Plesso museale della Fornace di Agropoli, in occasione della presentazione dell’ultimo libro del dott. Andrea Ricci.

L’evento, svoltosi domenica 10 luglio, è stato condotto con grande professionalità dalla dottoressa Elena Foccillo, direttore del Museo Fornace-Acropolis.

Molto interessanti tutti gli interventi, ad iniziare dal saluto del Sindaco di Agropoli, dott. Roberto Antonio Mutalipassi, che si è soffermato a riflettere sull’importanza della cultura e le sinergie che da essa possono scaturire. A seguire, il consigliere e delegato alla cultura, dott. Francesco Crispino, che con grande passione ha introdotto alcuni elementi caratterizzanti le figure di Nicola Ricci e Vincenzo Landolfi, bisnonni dell’autore, nonché cavalieri di Vittorio Veneto;  ha, altresì,  evidenziato quanto sia importante mantenere vivo il ricordo del nostro glorioso passato. Coinvolgenti e di grande stimolo alla lettura del libro, le parole del dott. Fabio Astone, lo storico ed archeologo che ha curato la prefazione del testo, che rappresenta non solo – come egli stesso sostiene- un’inedita testimonianza dei fatti del passato, ma è anche un documento attuale dato che l’impronta della guerra segue ancora oggi il cammino sanguinante della storia.

Le dinamiche dell’editoria e il valore della lettura sono stati gli argomenti affrontati dal Cav. Giuseppe Barra, autore della postfazione, presente sia in qualità di studioso, sia come rappresentante della casa editrice Il Saggio, insieme al figlio Berniero, il cui intervento  si è concentrato sul valore dello scrivere a mano nell’era dei social. Presenti all’evento anche l’assessore Emidio Cianciola e il Sig. Angelo Niglio, presidente della Proloco S. Martino Cilento.

L’accompagnamento musicale dei maestri Roberto e Simona Di Marco ha fatto da trait d’union grazie all’esecuzione di brani in tema con l’argomento del libro; ad esempio, Addio mia bella addio, Tam pum, ecc.

La professoressa e scrittrice Annamaria Perrotta, con una competente lettura drammatizzata, ha contribuito ad accrescere la carica emotiva del momento.

Costanti e coinvolgenti gli interventi dell’autore che ha guidato i presenti in un percorso storico su quella “che è stata definita la prima guerra moderna in cui le maggiori potenze si scontrarono con mezzi sconosciuti fino ad allora e fu guerra totale coinvolgendo soldati e civili, trasformandone la vita collettiva e mettendo fine al mondo ottocentesco”.

In particolare, l’attenzione è stata richiamata sulla prima parte del libro, in cui è presentato un documento unico: un taccuino che riporta alcune vicende risalenti al primo anno della Grande Guerra  . Si tratta di argomenti privati, ma redatti con una prosa molto elegante e colta.    .

“Molto probabilmente l’autore è un ufficiale effettivo al decimo Reggimento Fanteria Brigata Regina che operò nel teatro bellico del Monte S. Michele; nonostante gli sforzi volti ad accertare chi fosse il diarista, la sua identità è rimasta un mistero”.

Il libro è arricchito, inoltre, da una raccolta di lettere e corrispondenza di guerra; infine, dalla ricostruzione delle vicende militari dei bisnonni dell’autore.

 

Di notevole pregio la retrocopertina

copia d’autore realizzata dal dott. Nicola Ricci

olio su tela dall’originale di Giuseppe Carosi (1883-1965), “Trincea con soldato”.

 

 

 

        UN PICCOLO ASSAGGIO

18 giugno 1915

Le nostre artiglierie quasi indispettite per non poter abbattere e distruggere i reticolati, le trincee, le batterie nemiche sin dall’alba aprirono un fuoco spaventoso e assordante contro S. Michele. Fuoco di batterie simultaneo, boato prolungato dei 149, facevano un tumulto il qual s’aggira sempre in quell’aer di gran fumo tinta (Canto 3° Inferno). E sono veramente diverse lingue, orribili   favelle, voci alte e fioche. Le salve di batterie: qualche cosa di mostruosamente orribile!… Dopo un bombardamento simile, si rimane storditi, insensibili al mondo esteriore.

Ad Agropoli è possibile acquistare il libro presso:

Mondadori Bookstore

Edicola Pomposelli

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