IL COLORE DELLA LIBERTA' La storia di un amore oltre il tempo

 

“…del resto, chi sceglie una strada deve percorrerla fino in fondo

 senza porsi la domanda se ha scelto bene o ha sbagliato.

Certe azioni condizionano tutta la nostra esistenza

 e voler correggere gli errori del passato

 può indurci a commetterne altri più gravi”

 

 

Casa editrice: Galzerano Editore

https://www.galzeranoeditore.it/

Genere: Romanzo
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 1987

Seconda edizione: 2009

Immagine di copertina: Illustrazione di Rosa Cianciulli

Prezzo: € 10,00

 

 

In questi giorni ho letto tutto d’un fiato il romanzo di Alfredo Di Marco “IL COLORE DELLA LIBERTÀ”, Galzerano Editore.

L’autore cilentano, scomparso nel 2009, accompagna il lettore in un percorso storico, sociale e umano con grande capacità di coinvolgimento e di empatia. La storia da lui raccontata, ispirata ad una vicenda realmente accaduta, infatti, non si può comprendere, se non si ha la volontà di liberare lo sguardo dal pregiudizio e dalla facile tentazione di cristallizzare la vita degli uomini in rigidi cliché e convenzioni.

 

La Seconda guerra mondiale e l’immediato dopoguerra fanno da sfondo ad un viaggio a piedi dalla città di Gallipoli fino a Giungano. È il nostro Cilento, infatti, lo scenario su cui si snoda la storia di Viola, la protagonista in fuga dall’ossessiva prigione di un matrimonio senza amore e senza deliberato consenso, alla ricerca di una vita nuova insieme al vero amore.

 

Nulla di più romantico, potremmo asserire, se non ci fosse il macigno di rimorsi e di rinunce che accompagna la donna per lunghissimo tempo. Terribile la scelta a cui il desiderio di libertà la sottopone: rimanere nella sua terra per essere madre affettuosa o andare via per vivere un sogno di normalità e di felicità, se mai questo sogno si potrà realizzare pienamente? La risposta è facilmente deducibile; ciò che, invece, è difficile è saper comprendere gli spasimi dell’animo di una donna prigioniera di quella stessa libertà che riacquista a caro prezzo.

“Solo quando mi vedranno in una fredda tomba,

 forse capiranno e non sputeranno sentenze di condanna

come fanno gli stupidi che giudicano anche la Vergine Santissima

e le appioppano anche l’appellativo di puttana”.

 

Altri personaggi, oppositori o aiutanti che siano, scorrono dinanzi agli occhi del lettore, arricchiscono questo percorso  e ci riportano non solo alla riscoperta della cultura contadina del territorio cilentano, ma anche alla presa di coscienza di valori fondamentali quali la carità, che non può e non deve conoscere vincitori né vinti; anzi ci mette in condizione di affermare che, a volte, anche i carnefici possono essere “vittime della stessa follia degli uomini che governano”.

 

Nella presentazione del romanzo, Alfredo Di Marco viene descritto come colui che sa fare dei sogni una molla propulsiva verso il futuro.

Ecco le parole con cui, nell’aprile del 2004, l’allora  Sindaco di Capaccio, dott. Pasquale Marino, introduce questa figura di professionista e di artista che il nostro Cilento non smetterà mai di onorare:

“Nulla come il sogno genera l’avvenire!

Nei sogni di Alfredo Di Marco c’è tutto il senso

della sua visione del mondo e il cammino verso il futuro,

l’attenzione sociale per gli ultimi 

e il sentimento dell’amore,

cantato con la levità del Cantico dei Cantici

 

Vi invito, pertanto, a ricercare e a leggere sia i romanzi sia le poesie del nostro autore e, fuori programma, propongo due sue poesie altamente significative, tratte dalla raccolta Paestum in versi (a cura della CO.NA.FIN S.p.A. Capaccio Scalo).

 

A ME BASTA

Sulle tue mura corre la luna

a rischiarare antichi sentieri

di opliti di donne di schiavi.

E nelle notti buie

danzano fanciulle senza età,

dai pepli lunghi fino alle stelle.

Poseidone rabbioso

scuote il tridente sul mare

che brulica di ombre e di navi:

greche e romane

vichinghe americane.

Mille cose puoi dire,

Cerere amica,

di questa terra divina,

del Sele d’argento e di Era,

di Cristo e di Allah,

del ricco terriero,

del bufalaro che sanguina

all’ombra dei pruni selvatici,

di Goethe incantato

e della bella straniera.

A me basta il profumo dei mirti

che crescono ad oriente

dei templi immortali

e il bacio di una donna lucana

per chiudere gli occhi

e tuffarmi nel nulla,

o dolce mia Paestum.

 

 

IL PROFUMO DELLE ROSE

Difficile è il cammino

sulla via delle stelle.

La strada fuma nell’alba

e il pruno selvatico

regna sulla piana

con la chioma riversa nel cielo.

Fanno rissa col mare le colline del Sud

e vorrebbero navigare

lungo arcane riviere

alla ricerca di spazi senza orizzonti.

Ma è difficile il cammino

sulla via delle stelle!

Ed io solitario

sfoglio giorni di pietra

alla ricerca di telai d’argento

con i quali tessere strade

che portino oltre l’azzurro,

qui a Paestum,

dove si respira ancora

il profumo delle rose

fra le antiche mura.

 

 

 

 

L’AUTORE

 ALFREDO DI MARCO  (Giungano – Sa, 10 giugno 1939/ Capaccio – SA, 5 maggio 2008), si laurea all’università di Napoli in giurisprudenza nel 1965 e in lettere e filosofia nel 1970. Avvocato e insegnante, ha pubblicato i romanzi: Lo sciamarro, Galzerano Editore, 2 ed. 1986;  Il colore della libertà, Galzerano Editore, 1987; Oltre la vita, L’Autore libri, Firenze, 1990; Solofron, Laura Ronconi Editore, Milano 1994; Catecatascia, La Rosa Editrice, Cavagnolo, 1997.

Ha pubblicato anche raccolte di poesie: Paestum in versi (1991), Come agave nel vento (2000), Perduti silenzi (1997), L’umano andare (1997), Il treno rosso (1999), Il giorno dell’amore (2001), Brividi di cielo (2004), Sospiri (2006).

La critica letteraria ha sempre espresso giudizi lusinghieri sulle sue opere. Vincitore di numerosi Premi letterari nazionali e internazionali, le sue poesie sono presenti in diverse antologie letterarie (Notizie desunte dalla quarta di copertina).

 

Un grazie speciale alla famiglia dell’autore!

 

 

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